Anziani e Coronavirus – Fase 3

La situazione del paese e le anticipazioni dal nuovo Dpcm per gli anziani Fase 3 della gestione Covid-19

Anziano con mascherina anti Coronavirus legge il giornale
Il Covid-19 è ancora in circolazione.

Anziani e Coronavirus: fase 3. Il virus Covid-19 è ancora in circolazione e continua ad essere uno dei temi messi in evidenza dalla stampa e dai media. Tuttavia, e lo diciamo con gioia, abbiamo superato le difficoltà più gravi degli ultimi mesi: l’emergenza del sovraffollamento negli ospedali è rientrata, ci siamo adattati alle norme di sicurezza e prevenzione anche se all’inizio ci sono apparse un po’ rigide e in definitiva siamo stati in grado di fronteggiare e rallentare il ritmo del contagio.  Ora si tratta di fare il punto della situazione in un clima meno teso e più razionalizzabile, entro il quale dobbiamo organizzarci per la ripartenza del paese, mantenendo comunque un certo grado di guardia per la nostra sicurezza e quella dei nostri cari.
In questo periodo di emergenza sanitaria che abbiamo affrontato, sono stati gli anziani a soffrire di una maggiore esposizione al virus: sono la fascia di popolazione che ha bisogno ora più che mai di cura e attenzioni, per prevenire situazioni di rischio. In merito a questo, il professor Roberto Bernabei, direttore del reparto di geriatria del Policlinico Gemelli di Roma, già ad aprile dichiarava che, anche quando la fase più acuta dell’emergenza sarà passata, “quando saranno allentate le misure di contenimento servirà una sorveglianza domiciliare attiva, da parte dei medici di medicina generale, per le persone più anziane con quelle patologie che si sono dimostrate maggiormente a rischio con Covid-19”. Come sono state messe in atto queste politiche di sorveglianza domiciliare attiva per fare prevenzione e mettere in sicurezza i nostri cari? Secondo il Dottor Roberto Pergher, che parla proprio del modo in cui è stata affrontata l’emergenza assistenziale del Covid-19 in Italia, “Molte situazioni sarebbero state affrontate meglio e con maggior tempestività se i sistemi di assistenza avessero investito di più sulla figura del caregiver – letteralmente, “la persona che dona cura e affetto” – “e se tale figura fosse stata maggiormente valorizzata, sostenuta, implementata”. Se siete interessati potete leggere qui la versione integrale dell’intervista al Dr. Roberto Pergher, direttamente sul sito di Opinione – Azienda Giornalistica

Cerchiamo dunque di non abbassare la guarda, mettiamo ancora in pratica le misure di sicurezza e facciamo sentire come possiamo il nostro incoraggiamento, la nostra vicinanza e gratitudine alle figure dei caregiver che in tutta Italia si prendono cura di persone anziane mettendosi in prima linea, nonostante le difficoltà e i rischi.

Se volete avere un quadro generale sui numeri attuali dell’emergenza Coronavirus in Italia, possiamo fare riferimento dell’immagine qui sotto, aggiornata al 10 giugno (dati forniti dal Ministero della Salute):

I numeri aggiornati del Covid-19 in Italia
I numero aggiornati del Covid-19 in Italia

Virus più debole, ma attenti ai sintomi

Alcuni esperti hanno di recente sostenuto che il virus si è ormai nettamente indebolito e la situazione nei reparti di terapia intensiva degli ospedali italiani si è finalmente alleggerita: siamo quindi fuori pericolo? Non discuteremo in questa sede se e quanto queste informazioni siano corrette e soprattutto se sia applicabile all’intero quadro nazionale, ma ci soffermeremo su quel che è certo: le fasce di popolazione più fragili, cioè i nostri familiari anziani, sono comunque ancora a rischio ed è bene ricordare e tener presente i sintomi cui dobbiamo fare attenzione per intervenire in tempo e far sì che la situazione di un eventuale contagio si risolva nel migliore dei modi.

I più noti sintomi del Covid-19 sono febbre, difficoltà respiratorie e tosse, ma per quanto riguarda le persone anziane è necessario fare attenzione anche a sintomi più leggeri e “mascherati”. Fra questi:

  • Senso generico di debolezza
  • Diminuzione o perdita dell’olfatto
  • Diminuzione o perdita di percezione del gusto dei cibi
  • Dolori diffusi ai muscoli o al corpo
  • Mal di gola o secchezza di gola
  • Raffreddore

Se uno o più di questi sintomi persiste per più di un giorno o due, per precauzione è bene contattare immediatamente il proprio medico ed esporre la situazione per stabilire il da farsi.

I Centri Anziani in Italia

Come sappiamo, da circa metà marzo sono state sospese in via precauzionale tutte le attività dei centri diurni per anziani e disabili (alcune regioni d’Italia avevano in realtà predisposto la chiusura qualche tempo prima), mentre il decreto legge CuraItalia ha previsto l’attivazione di interventi in favore delle persone ad alta necessità di sostegno sanitario da parte delle Aziende Sanitarie Locali. In questo modo le pubbliche amministrazioni sono riuscite a fornire “prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza nel rispetto delle direttive sanitarie degli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi ma senza favorire assembramenti”.

Tuttavia, fino ad ora gli interventi diversi da quelli a distanza sono stati pochi e non è stato quindi possibile raggiungere tutte le situazioni di bisogno che sono andate ad accumularsi nell’arco di questa emergenza.

Dopo i mesi di marzo e aprile che hanno rappresentato una durissima prova per tutto il sistema, la società pubblica di servizi alla persona fa il bilancio dei primi di giugno. Molte strutture sono già state dichiarate “Covid-Free”, realtà in cui dunque non risultano più operatori ed ospiti positivi, ricoverati o in isolamento. C’è stato un flusso regolare di ospiti dimessi dalle strutture ospedaliere che sono stati inseriti in specifiche “zone di sicurezza”, prima di riabilitarli completamente alla loro quotidianità.

In altri centri, che sono stati pesantemente colpiti, la situazione è ancora da monitorare e i rientri dagli ospedali, che pur si susseguono, sono trattati con estrema cautela, mentre si registrano ospiti negativizzati. Nel complesso la situazione lascia sperare qualcosa di buono, mentre ci si prepara alla riapertura di tutte le attività dei centri anziani diurni prevista per il 15 Giugno.

Festa per la riapertura di un centro anziani
Festa per la riapertura di un centro anziani.

Anziani e Coronavirus: il Dpcm in bozza apre la Fase 3

Col nuovo Dpcm ci prepariamo ad entrare in quella che verrà definita ‘Fase 3’ della gestione dell’emergenza Covid-19 in Italia. Il decreto, la cui versione ufficiale trovate qui, è ancora suscettibile di cambiamenti, ma per il momento ecco quali sono le nuove disposizioni:

Viaggiare fuori dall’Italia

Per coloro che non aspettavano altro che l’apertura delle frontiere, il decreto annuncia che dal 16 giugnoNon sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati: Stati membri dell’Unione Europea; Stati parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano». Si potrà inoltre viaggiare liberamente verso Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia. Tutto questo salvo, naturalmente, le limitazioni disposte per particolari aree del territorio nazionale, come anche le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori.

«Fino al 30 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi» da quelli dell’Unione europea e dei Balcani «salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

Sport

Dal 12 giugno, per la gioia degli italiani tifosi, ripartono i campionati di calcio a porte chiuse, con la sfida fra Juventus e Milano per la semifinale di Coppa Italia. Dal 15 giugno riprenderanno anche gli sport di contatto (si potrà quindi tornare a giocare a calcetto o andare al campetto sotto casa per fare due tiri a basket), ma solo nelle regioni in cui venga preventivamente accertata la compatibilità con l’andamento della situazione epidemiologica, sempre in conformità alle linee guida vigenti.

Nella bozza si da’ anche l’ok alla riapertura delle attività nei comprensori sciistici, che potranno essere normalmente svolte a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio.

Cinema, musei e spettacoli all’aperto

L’apertura dei musei e dei luoghi di cultura sarà possibile solo con un controllo preventivo dei flussi d’accesso. L’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, è “assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100 mila l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
“Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere pre-assegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala». «Le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni» anti contagio.

Discoteche, sale da ballo e affini

«Restano sospese sino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi». «Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori» per cinema e concerti «in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi».

Attività industriali e commerciali

Le attività produttive industriali e commerciali sono tenute a rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, firmato il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali (allegato 12), nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali (allegato 13), e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto e della logistica, firmato il 20 marzo 2020 (allegato 14).

Centri estivi e aree gioco bimbi

Sul Dpcm leggiamo che “E’ consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia». «E’ consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone e abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici».

Terme e spa

“Le attività di centri benessere, di centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza che sono erogate nel rispetto della vigente normativa), di centri culturali e di centri sociali possono essere svolte a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità di queste attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi».

Crociere

Fino al 14 luglio sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. «E’ consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta inoperosa».

Sale giochi e sale scommesse

«Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo possono essere svolte a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi». I protocolli o linee guida sul mondo del gioco «sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali».

Il premier Conte e la bozza del nuovo Dpcm
Conte e la bozza del nuovo Dcpm