Dolore al petto: è infarto?

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Sai riconoscere un infarto da un singolo dolore al petto?

Il dolore toracico è un disturbo frequente ed è la conseguenza di situazioni cliniche molto diverse. Questo può tradursi anche in un infarto cardiaco.

Per questa ragione, ogni dolore toracico della durata superiore a 15 minuti, e che non si riferisca ad uno stato infiammatorio o digestivo, deve essere valutato al Pronto Soccorso per l’esecuzione di un elettrocardiogramma urgente: occorre escludere la presenza di un’ischemia cardiaca secondaria ad una sindrome coronarica acuta. Nella diagnosi d’infarto “mascherato” all’elettrocardiogramma (senza sopraslivellamento del tratto ST, in presenza di pace-maker o di blocco di branca sinistra), risulta molto utile per la corretta diagnosi l’innalzamento degli enzimi cardiaci (troponina, CPK), che a partire da alcune ore e fino ad alcuni giorni dall’esordio possono essere dosati con un prelievo di sangue.

Campanelli d’allarme
L’infarto presenta delle caratteristiche particolari tra cui senso di costrizione al petto nella zona superiore sinistra e peso retrosternale con irradiazioni alla base del collo, alle braccia, specie al sinistro, tra le due scapole o alla bocca dello stomaco associato a mancanza di respiro e malessere generale. La localizzazione allo stomaco può essere il segnale di un infarto della parete inferiore del ventricolo sinistro e si accompagna ad altri sintomi vagali (eruttazioni, senso di indigestione, sudorazione), che erroneamente possono far pensare ad una causa digestiva.

Quale è la causa?
La causa dell’infarto è dovuta alla chiusura di una coronaria ad opera di un trombo. Quando una coronaria è aterosclerotica, presenta delle placche che ne restringono il letto vasale. Se aumenta il bisogno di ossigeno da parte del cuore, il flusso di sangue può diventare insufficiente e si determina uno stato d’ischemia transitoria.
Se l’accumulo di grassi occlude completamente il vaso sanguigno, avviene un trombo e quindi la zona cardiaca che riceve il sangue da quel vaso perde vitalità. In questo caso il dolore toracico si presenterà a riposo e la sua durata sarà significativamente maggiore (fino a diverse ore).

Come si interviene?
Esistono due modalità di intervento: la prima di definisce terapia trombolitica e si attiva iniettando in vena un farmaco in grado di rompere il trombo. La seconda richiede di aspirare il trombo attraverso un catetere che vada dall’arteria femorale fino alle coronarie, e seguita dall’impianto di uno o più stent (una rete metallica che viene espansa a parete e tiene aperto il vaso, evitandone la richiusura).
La differenza tra la prima e la seconda tecnica è netta: la trombolisi perde rapidamente di efficacia, mentre la seconda opzione garantisce un risultato duraturo, anche se eseguita a distanza di varie ore, con una maggiore sopravvivenza libera da complicanze negli anni successivi all’episodio. 

Cosa fare se si sospetta un infarto?
Il dolore toracico è un importante campanello di allarme e se la sua durata è superiore a 15 minuti, accompagnato da mancanza di respiro e malessere generale, è meglio rivolgersi al Pronto Soccorso più vicino.

Il trasporto del paziente in Ospedale deve avvenire preferibilmente mediante una chiamata al 118, piuttosto che con i propri mezzi di trasporto, poichè il medico della Centrale Operativa invierà al domicilio un Centro Mobile di rianimazione per l’emergenza cardiologica. Il paziente verrà così accompagnato, in condizioni di sicurezza clinica, presso il Centro di Emodinamica che in quel momento sia in grado di eseguire immediatamente la coronarografia e, se possibile, l’angioplastica, saltando direttamente il Pronto Soccorso.

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