Il dolore dell’anziano: come affrontare il lutto del coniuge

Il lutto (dal latino lūctus –us, der. del tema di lugere «piangere, essere in lutto») è la condizione di profondo dolore e sconforto per la perdita di una persona vicina. 
É un momento di intima e profonda sofferenza, che richiede tempo, accettazione ed elaborazione. Si definisce come una condizione intima poiché il grado di dolore e il tempo di accettazione ed elaborazione sono del tutto personali.
Il forte dolore iniziale della perdita può essere attenuato dalla compagnia di altre persone, soprattutto amici e parenti che condividono la stessa condizione. 
Il dolore del lutto può colpire ad ogni età, ma per gli anziani che si trovano ad affrontare la perdita del coniuge può avere ripercussioni molto gravi sulla loro salute fisica e mentale. 

Se si pensa agli anziani di questa generazione, ci si rende subito conto che hanno vissuto in un’epoca dove la famiglia e il matrimonio erano dei valori fondamentali, assoluti e indiscutibili. Seppur consentito dal 1° dicembre del 1970, il divorzio è sempre rimasto un tabù per gli anziani di questa generazione. Di conseguenza i matrimoni duravano a prescindere di ogni difficoltà interna alla coppia, e terminavano solo con la scomparsa di uno dei coniugi. La famiglia aveva quindi la primaria importanza nella vita ed ogni componente concorreva alla solidità interna.

Per queste ragioni, la morte del partner di una vita può avere delle conseguenze più o meno gravi sull’anziano, sia a livello conscio sia a livello inconscio.
In base alle testimonianze raccolte da vari psicoterapeuti, la persona che perde il partner di una vita intera viene colta da un improvviso senso di vuoto e disorientamento. Questo può portare ad ansie, attacchi di panico, crisi di identità.
Si sentono in colpa per essere ancora in vita rispetto al compagno/a e vivono un costante senso di solitudine e abbandono, nonostante spesso i familiari rimangano vicini a loro.