Perdita di memoria: consigli su come tenerla allenata

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La parola memoria, dal latino memoria, derivata di memor -ŏris «memore», consiste nella capacità degli organismi di trattenere informazioni riguardanti gli stimoli esterni e successivamente rievocarli. Complessa e talvolta misteriosa, la memoria è stata ed è tutt’oggi oggetto di differenti studi. Essa si divide principalmente in sensoriale, a breve (primaria) e lungo (secondaria) termine per distinguere il modo e il tempo con cui le informazioni vengono percepite e trattenute. 

In base all’età della persona, la capacità mnemonica differisce per alcune qualità: ad esempio dai 15 ai 25 anni l’individuo ha la capacità massima di ricordare, dai 35 ai 55 si ha una stabilizzazione e il cervello è in grado di legare meglio cause ed effetti all’interno di un ragionamento complesso. Dai 55 anni di età in poi la memoria inizia a subire una fisiologica perdita derivata dal naturale declino fisico del corpo. 

Gli anziani tendono a perdere la memoria primaria della durata di tempo ridotto e variabile, a favore invece della memoria a lungo termine costituita da abitudini quotidiane, ricordi di gioventù e comportamenti complessi acquisiti. Secondo un team di ricerca della Columbia University, la causa primaria della perdita di memoria negli anziani è da ricondursi alla carenza della proteina RbAp48 nell’ippocampo. Il processo è continuo e irreversibile, ma alcune tecniche posso aiutare gli anziani a tenere allenata la memoria rallentando notevolmente il processo fisiologico.

In particolare è fondamentale che l’anziano resti da solo il minor tempo possibile o che abbia una vita troppo monotona e sedentaria. La presenza di altre persone e una vita mediamente attiva aiutano il cervello a mantenere e rinnovare le connessioni interne. Si possono inoltre adottare delle tecniche e dei giochi da far fare all’anziano se ha dei deficit motori: ad esempio coinvolgendolo in attività interessanti per lui (cucina, giardinaggio, cucito, fai-da-te ecc…), mostrandogli fotografie di persone conosciute e con i test di memoria attraverso l’aiuto di uno psicoterapeuta. 

 

 

https://www.repubblica.it/salute/2013/08/28/news/alzheimer-65434190/

https://peranziani.it/allenare-memoria-esercizi-anziani-matteo-salvo