I tumori non sono una casualità: un nuovo studio lo conferma

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La casualità è leggenda, la causalità è scienza

Un recente studio Istituto Europeo di Oncologia ha provato che l’insorgere dei tumori è causato da fattori esterni all’organismo, fattori «ambientali» che portano ad alterazioni geniche prevedibili.

I ricercatori hanno scoperto che una delle alterazioni geniche più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro, le «traslocazioni cromosomiche», non avvengono casualmente nel genoma, ma sono prevedibili e sono provocate dall’ambiente esterno alla cellula.

L’incidenza dei tumori è pari a un uomo su 2 e una donna su 3, e le cause sono associabili ad alterazione del DNA nella cellula a carico dei geni del cancro. 
Due sono le principali scuole di pensiero che distinguono le cause delle alterazioni: la prima all’ambiente in cui viviamo, al nostro stile di vita, e l’altra alla casualità.  

Gli studi precedenti effettuati e pubblicati dallo scienziato Bert Vogelstein, affermavano che le mutazioni sono inevitabili nel corso della vita di ogni individuo a prescindere dell’ambiente che circonda l’individuo e lo stile di vita che segue. Il precedente. 

Oggi si può dunque affermare che la causalità è dettata dalla scienza, vale a dire che l’incidenza dei tumori è unicamente collegabile all’ambiente esterno e, conseguentemente, allo stile di vita che ogni individuo segue. 
In particolare, le traslocazioni cromosomiche sono la conseguenza di un particolare tipo di danno a carico del Dna, ossia la rottura della doppia elica. La rottura del Dna avviene quando un segnale fa accendere dei particolare geni, definitivi “spenti”. “Studiando queste caratteristiche, possiamo prevedere quali geni si romperanno e quali no, con una precisione superiore all’85 per cento» affermano i ricercatori.

In conclusione, circa
il 40 % dei tumori è prevedibile con alcuni e semplici accorgimenti. Per esempio eliminando fumo, alcool, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, una dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse o processate, e a basso contenuto di frutta, legumi e vegetali.