La musica che cura

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime (Victor Hugo)

“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime” (Victor Hugo). Così come affermava Victor Hugo, la musica è uno strumento di comunicazione universale. Grazie ad essa, si possono esprimere al meglio i propri sentimenti in base a fattori psico-fisici oltre che ambientali.

Consolidata nel XVIII come disciplina a carattere scientifico, i primi esperimenti di musicoterapia, in Italia, risalgono al 1843. Nel 1966 viene definita “l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musico terapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive” dalla World Federation of Music Therapy, che a sua volta inaugurerà il 1 Marzo come la giornata mondiale della musicoterapia.

A questo link, si possono trovare maggiori informazioni sull’Associazione Italiana professionisti della Musicoterapia. In linea generale, la musicoterapia si compone di tre elementi principali: l’ascolto, il canto e il suonare.

Essa si distingue in attiva e ricettiva: è attiva quando il soggetto interagisce in prima persona con la musica attraverso l’utilizzo di strumenti musicali, individualmente o in gruppo; è ricettiva quando si basa sull’ascolto di brani scelti in stretta relazione alle situazioni sonoro-ambientali. L’obiettivo della musicoterapia è migliorare la qualità della vita dei soggetti interessati grazie a un complesso processo preventivo, riabilitativo e terapeutico effettuato da professionisti del settore (psicologici, musicisti, psicoterapeutici…).

Pertanto è utilizzata in case di riposo e residenze diurne per anziani al fine di lenire la perdite delle abitudini personali e aiutare ad integrarsi con gli altri pazienti. Grazie alle ricerche sul campo, si è inoltre scoperto che la musicoterapia è un ottimo strumento per il recupero di alcuni deficit causati dal morbo di Alzheimer perché rasserena, facilita l’attenzione, la coordinazione dei movimenti e l’uso del linguaggio parlato. 

http://anzianievita.it/salute-e-benessere/effetti-della-musicoterapia/