Truffe agli anziani: come difendersi

anziano truffato
Le truffe sono un tema molto sentito dagli anziani

Consigli utili per evitare di essere truffati

Le truffe, sfortunatamente, sono un tema molto sentito dagli anziani, per questo motivo è bene informarli sui vari stratagemmi che i criminali senza scrupoli mettono in atto per introdursi nelle case dei nostri familiari più vulnerabili.

Ogni anno con l’inizio dell’estate i tentativi di truffa a scapito degli anziani aumentano in maniera preponderante. Infatti, i malfattori approfittano del fatto che, in questo periodo, le persone partono per le vacanze lasciando, spesso e volentieri, i parenti anziani a casa da soli. 

Lo stratagemma comune a tutte le truffe 

Le modalità con cui vengono messe in atto le truffe sono molteplici e difficili da riconoscere per una persona che vive da sola e soprattutto che ha una certa età. Ormai aprire la porta di casa o rispondere al telefono è diventato un vero e proprio pericolo per i nostri anziani.

La prassi comune a tutte le truffe verso gli anziani è quella di far leva sui sentimenti, situazioni di paura e preoccupazione che tendono a portare l’anziano a fidarsi dell’altra persona purché la situazione si risolva.

Chi è il truffatore?

Il truffatore può essere sia un uomo che una donna, solitamente è difficile da riconoscere poiché in genere è una persona scaltra e capace di stabilire empatia con le vittime. Spesso si nasconde dietro la veste di un elettricista, un idraulico, un fantomatico nipote che si trova in una situazione di pericolo, un poliziotto, un carabiniere, sanitari dell’ASL e chi più ne ha più ne metta.

Le scuse usate sono tante: “c’è una bolletta non pagata da saldare”, “bisogna cambiare il contatore perché quello vecchio può essere pericoloso”; “è necessario fare un controllo alle banconote perché c’è una segnalazione di denaro falso nel quartiere”… Basti pensare che durante il periodo di quarantena, l’ultima allerta della Polizia di Stato riguardava la cosiddetta “truffa dei falsi tamponi”: i malintenzionati si presentavano con tesserini e divise della Croce Rossa, Protezione civile, aziende sanitarie, impiegati del Comune e si offrivano di eseguire gratuitamente il tampone per testare la positività della persona al Covid-19. Ovviamente, in realtà si trattava di truffatori che cercavano solo una scusa per introdursi nelle case degli anziani e poterli derubare.

truffa dei falsi tamponi
La truffa de falsi tamponi

Per scongiurare truffe come quest’ultima, la Polizia invita a fare sempre attenzione, ricordando che non esistono medici o altre persone incaricate di fare controlli porta a porta senza una campagna preventiva di comunicazione. Dunque, in caso di dubbi, sempre meglio contattare le forze dell’ordine. Inoltre, invitano a sensibilizzare i propri familiari e amici più anziani su tali tematiche.

Le tipiche truffe agli anziani

Solitamente, i malfattori agiscono per truffare gli anziani all’interno delle loro stesse case sfruttando così la loro solitudine. Per contribuire all’opera di sensibilizzazione contro le truffe agli anziani, vediamo ora quattro delle più comuni tecniche utilizzate dai truffatori:

1. Il finto incidente

Questa truffa consiste nel chiamare la persona anziana fingendosi un Carabiniere e comunicarle che il figlio/nipote è stato coinvolto in un incidente. Il passo successivo è quello di tranquillizzare l’anziano comunicandogli che il figlio/nipote non si è fatto niente di grave ma che purtroppo c’è stato un problema con la sua assicurazione e che ora il ragazzo potrebbe trovarsi nei guai con la giustizia. Appena l’anziano inizia ad agitarsi, il finto Carabinieri gli propina subito la soluzione: pagare una “piccola cauzione”, che di piccolo non ha proprio niente. Una volta accettata la proposta, i soldi vengono gentilmente ritirati a casa dell’anziano da uno pseudo avvocato inviato dal gentile Carabiniere.

2. La fuga di gas

In questo caso il malvivente è a conoscenza che nel palazzo si stanno o si devono fare dei lavori di manutenzione, quindi costui si presenta tranquillo alla porta dell’anziano, vestito da tecnico, e suona il campanello di casa. Solitamente i finti tecnici sono sempre almeno in due. Una volta che l’anziano apre la porta i “tecnici” gli mostrano, con fare gentile ed affidabili, i rispettivi cartellini della società del gas per cui lavorano e gli spiegano che hanno ricevuto una segnalazione circa la presenza di una fuga di gas nel suo appartamento e che quindi loro sono lì per porre rimedio al guasto. A quel punto l’anziano spaventato senza pensarci due volte fa entrare i tecnici in casa. 

3. C’è posta per lei

In questo esempio di cui vi parliamo, il truffatore, consapevole del fatto che l’anziano ha dei nipoti, si traveste da Postino e attende in strada il momento in cui l’anziano rincasa dalle sue commissioni mattutine per poi avvicinarsi a lui e avvisarlo che deve consegnargli un pacco per sua nipote che ha effettuato un acquisto online. Fino a qui potrebbe sembrare tutto normale, se non fosse che il fantomatico postino vi chiederà di saldare il pagamento di quell’acquisto. Ovviamente, un nonno non si sottrarrà mai a fare un regalo al proprio nipote e così, senza accorgersene, l’anziano cade dritto diritto nella truffa del malvivente. 

4. L’amico di famiglia

In modo analogo al precedente, in questo caso, il truffatore attende in strada che la persona anziana rincasi dalle sue solite commissioni per avvicinarsi a lei e fingersi un amico di famiglia. Solitamente il malvivente conosce bene la sua vittima e i suoi figli, per cui chiama l’anziano per nome e si finge un amico di vecchia date del figlio. L’anziano, in queste situazioni, non ha quasi mai il coraggio di ammettere di non ricordarsi di chi sia la persona che gli sta parlando, di conseguenza, finge di conoscere l’uomo che ha di fronte e gli chiede come sta e cosa fa nella vita. È a questo punto che il truffatore agisce mettendo in scena la parte del padre di famiglia a cui le cose non vanno per niente bene: ha perso il suo lavoro come assicuratore e ora per mantenere i suoi figli e pagare il mutuo si è dovuto arrangiare vendendo capi d’abbigliamento porta a porta. Ed è così, che nel giro di qualche minuto, l’anziano si ritrova con dei vestiti di seconda mano tra le mani e 250 euro in meno sul conto corrente

Come difendersi dalle truffe

Per evitare di cadere nelle truffe, vi forniamo un vademecum redatto dall’arma dei Carabinieri con 10 semplice regole volte a tutelare le persone da truffe e raggiri: 

  1. Prima di aprire la porta ad uno sconosciuto, anche se veste l’uniforme o dichiara di essere dipendente di azienda di pubblica utilità, è necessario verificare da chi è stato mandato e per quali motivi. Importantissimo accertarne l’identità richiedendo un documento e tesserino aziendale. Se non si ricevono rassicurazioni, non bisogna aprire la porta per alcun motivo e la prima cosa da fare è chiamare il “112”.
  2. Ricordare sempre che nessun ente o azienda di pubblica utilità manda personale a casa per il pagamento delle bollette per rimborsi.
  3. Nessun ente manda personale a casa per sostituire banconote false, date erroneamente.
  4. Non fermarsi mai per strada per dare ascolto a chi offre facili guadagni o a chi chiede di poter controllare i nostri soldi o il nostro libretto della pensione anche se chi ci ferma e ci vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
  5. Nel corso di operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente è sempre bene farsi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
  6. Se qualcuno ha il dubbio di essere osservato all’interno della banca o dell’ufficio postale è opportuno farlo presente agli impiegati o al personale di vigilanza. Se questo dubbio assale per strada la prima cosa da fare è quella di entrare in un negozio o cercare un poliziotto ovvero una compagnia sicura.
  7. Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, mai fermarsi con sconosciuti e mai farsi distrarre.
  8. Ricordare sempre che nessun cassiere di banca o di ufficio postale insegue per strada i clienti per rilevare un errore nel conteggio del denaro che ha consegnato.
  9. Quando si utilizza il bancomat è bene essere prudenti: evitare di operare se ci si sente osservati.
  10. Per qualunque problema e per chiarire qualsiasi dubbio chiamate subito il ‘112”, i militari saranno a vostra completa disposizione per aiutarvi.

In generale, il consiglio delle forze dell’ordine è quello di:

  • diffidare sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata;
  • non partecipare a lotterie non autorizzate e non acquistare prodotti miracolosi o oggetti presentati come pezzi d’arte o di antiquariato se non siete certi della loro provenienza;
  • non accettare in pagamento assegni bancari da persone sconosciute;
  • non firmare nulla che non vi sia chiaro e chiedere sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.
Bisogna denunciare le truffe alle forze dell'ordine
Bisogna denunciare le truffe alle forze dell’ordine

Denunciare senza avere paura

Contro le truffe le Forze dell’Ordine combattono quotidianamente, non solo intervenendo nel momento del bisogno ma anche con costanti campagne di sensibilizzazione al tema. L’informazione, infatti, è il primo passo per smascherare questi reati; per cui è fondamentale che chiunque di noi impieghi parte del suo tempo per spiegare a nonni, zii, vicini… i rischi che corrono fidandosi degli sconosciuti.

Nel momento in cui si cade vittima di un raggiro l’importante è denunciare, senza vergognarsi. Invece, purtroppo, i dati del Ministero dell’Interno mostrano che le vittime di truffa che sporgono denuncia sono veramente poche. La motivazione della “non denuncia” è quasi sempre la vergogna e il timore di essere considerati dai familiari e dagli amici come non più in grado di ragionare e gestirsi autonomamente. Infatti, le truffe ai danni delle persone anziane sono un reato veramente odioso, perché oltre al danno la vittima viene colpita nell’orgoglio e dal senso di colpa nell’essere caduta in un raggiro.

Come denunciare?

Di seguito vi spieghiamo brevemente come poter denunciare una truffa. Nel caso in cui si cada vittima di una truffa, per ottenere giustizia, bisogna sporgere querela. La querela, infatti, non è altro che la “dichiarazione con la quale la persona offesa dal reato o il suo legale chiede espressamente che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato” (art. 347 c.p.p).

Per fare ciò si ha tempo fino a novanta giorni da quando si è venuti a conoscenza del reato subito, finché non viene fatta denuncia, infatti, le forze dell’ordine non possono intervenire in quanto la truffa non è un reato perseguibile d’ufficio. Perciò è bene non farsi prendere dal “tanto non servirà a nulla” e al contrario agire subito. Non sono dettate regole particolari in ordine al contenuto dell’atto di querela.

Nel caso fortunato, in cui la persona riesca ad accorgersi in tempo di essere vittima di una truffa è bene che questa chiami subito i soccorsi (112). In tal modo c’è speranza di cogliere il malvivente in flagranza di reato e conseguentemente di arrestarlo sul fatto (artt. 380 e 381 c.p.p).

Servizi e numeri utili in caso di truffa

Negli ultimi anni, tutti i Comuni italiani hanno creato dei servizi di consulenza per la tutela contro le truffe agli anziani. Alcuni di questi hanno anche attivato dei servizi di rimborso a favore delle vittime di truffa; per cui è bene informarsi se il proprio Comune di residenza abbia istituito un servizio di questo tipo. Vi riportiamo qui alcuni dei comuni che hanno al momento attivo il servizio di rimborso:

  • il Comune di Milano ha attivato il servizio di rimborsoPolizza AssicuraMI”. Tale servizio permette ai residenti con più di 70 anni, vittime di truffa, furto, rapina, scippo.. e con un reddito annuo fino ai 30mila euro, di richiedere un rimborso del danno subito. Per le truffe in cui è stato sottratto denaro la polizia rimborsa fino a 500 euro più eventuali spese mediche. È, inoltre, attivo 24 ore su 24 il numero della polizia locale (02-88456893) per fornire maggiori informazioni.
  • Il Comune di Bologna e alcuni comuni limitrofi come, il Comune di Zola Predosa e Il Comune di San Lazzaro di Savena riconoscono un rimborso economico a favore delle persone con età superiore ai 65 anni che abbiano subito un furto in casa o siano state scippate e che non godano di una propria copertura assicurativa.

Per maggiori informazioni su come tutelarsi dalle truffe i servizi disponibili a livello nazionale sono:

  • il “Filo d’Argento”, il numero verde 800-995988 (gratuito) dedicato agli anziani per chiedere sostegno e informazioni di ogni genere attivato dall’Auser (associazione per l’invecchiamento attivo)
  • Più sicuri insieme“, il numero nazionale 800-551506 (gratuito) attivato dall’Anap (associazione nazionale anziani e pensionati) a cui chiunque può chiedere aiuto.

Per proteggere i vostri anziani da situazioni di pericolo, come le truffe, potete ricorrere all’aiuto di famil.care, il salvavita per anziani direttamente collegato al servizio del 112 https://famil.care/areu