Vaccino Covid, prima procedura di risarcimento per danni permanenti

Dopo l’episodio di Ictus che ha colpito un cittadino italiano di 46 anni, è partita la prima procedura di risarcimento da Vaccino Covid per danni permanenti, avviata da Codacons.

risarcimento per vaccino covid

I dati sulle somministrazioni del vaccino

I vaccini si stanno dimostrando efficaci, la nostra arma per mettere fine alla pandemia, questo è il punto di partenza.

In Italia sono stati somministrate più di 87 milioni di dosi, di cui 43,8 con vaccinazione completa, cioè l’81% della popolazione over 12. Dall’ultimo monitoraggio Iss, i nuovi contagi Covid in Italia negli ultimi sette giorni sono solamente 29 su 100mila abitanti. Nel mondo i vaccini sono arrivati a quota 6,67 miliardi, di cui 2,84 con ciclo completo.

Sul fronte green pass obbligatorio, nonostante le proteste dei portuali di Trieste, superano quota 100 milioni i certificati verdi scaricati in Italia.

Vaccino e reazioni avverse

Il Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini elaborato dall’Aifa e datato 26 settembre, informa che ad oggi sono 120 le segnalazioni di reazioni avverse al vaccino ogni 100mila dosi somministrate, indipendentemente dal vaccino e dalla dose somministrata.

La maggior parte degli eventi avversi segnalati (85% circa) sono classificati come non gravi e si risolvono completamente. Solo in minor misura sono gravi (14,4%), con esito comunque in risoluzione completa o miglioramento nella maggior parte dei casi. Gli eventi avversi più segnalati sono stanchezza, cefalea, febbre, dolori muscolari/articolari, reazione locale, brividi e nausea.

Il Codacons avvia la prima procedura risarcitoria

Da queste stesse premesse parte il Codacons, che tuttavia ha deciso di far partire la prima procedura di risarcimento per danni permanenti da vaccinazione anti-Covid.

L’associazione dei consumatori è “fortemente favorevole” al proseguimento della compagna vaccinale, ribadendo la sua convinzione nell’importanza del vaccino “quale unica reale possibilità a disposizione al fine di tutelare la salute collettiva”. Nel mentre, si impegnerà a tutelare i cittadini che riportino danni permanenti dopo aver ricevuto la somministrazione dei vaccini Covid autorizzati in Italia.

La reazione avversa dopo il vaccino Johnson&Johnson

Il signor C.C., italiano di Roma, si era sottoposto alla vaccinazione Johnson&Johnson presso una farmacia. Ma dopo poche ore la comparsa di sintomi preoccupanti, il dolore al braccio e una paresi sul lato sinistro del volto, che gli impediva di parlare normalmente.

All’arrivo dei soccorsi aveva già perso i sensi, con la parte sinistra di tutto il corpo priva di sensibilità. Portato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Eugenio, in seguito alle indagini del caso, è stato diagnosticato un ictus cerebrale ischemico.

Dopo la necessaria trombolisi, il paziente è stato trasferito presso la clinica Villa Sandra di Roma per affrontare la riabilitazione neuromotoria, dove tuttora è ricoverato. Presenta tutt’ora sensibili difficoltà motorie e fatica a parlare normalmente. Da qui l’avvio da parte di Codacons della prima effettiva pratica di risarcimento danni per vaccino Covid.

La perizia medica: nessuna predisposizione o fattore di rischio

Con l’aiuto dei suoi familiari, C.C. si rivolge al Codacons per ottenere assistenza legale ed ottenere il giusto risarcimento. Nella perizia medica della segnalazione si legge che “Appare evidente come la circostanza della procedura vaccinale possa aver rappresentato il “primum movens” di un episodio tromboembolico (come già evidenziato nella letteratura scientifica) in un soggetto sano, di 46 anni, privo di importanti ed evidenti fattori di rischio (soggetto non fumatore, non bevitore, non uso a sostanze stupefacenti, non diabetico, non iperteso, non in eccedenza ponderale (peso kg 70, altezza cm 174), non predisposizioni genetiche, né familiarità per malattie tromboemboliche o per alterazioni del sistema emocoagulativo”.

La prima effettiva procedura di risarcimento

In merito a questo, prosegue il Codacons che “dall’analisi della vicenda sanitaria e dalla documentazione medica risulta ampiamente confermata e dimostrata l’ipotesi secondo la quale la procedura vaccinale che ha preceduto l’episodio tromboembolico è stata in grado di determinare e produrre, anche in termini di concausa, l’evento avverso, come già comprovato dalla letteratura scientifica nonché dal parere tecnico del medico incaricato di valutare il caso de quo. Per tale motivo abbiamo avviato una azione risarcitoria presentando formale richiesta di indennizzo, ai sensi della legge 210/92, che riconosce un risarcimento ai cittadini vittime di danni da vaccinazione“.

la legge deve esprimersi sul primo risarcimento per danni da vaccino coronavirus

La legge 210/92 a tutela dei cittadini

Il riferimento normativo è rappresentato dall’art. 1, comma 1, L. del 25 febbraio 1992, n. 210 ove il legislatore stabilisce espressamente che “chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge” ed a cui rimandano anche gli artt. 1 e 4 della Legge del 29 ottobre 2005, n. 229.

Vaccinazioni tra obbligo e dovere civile

Ebbene, la lettera della legge si riferirebbe infatti inequivocabilmente alle vaccinazioni obbligatorie, mentre le sentenze passate e conformi della Consulta riguardano vaccini diversi da quello somministrato in specie e, comunque, fortemente raccomandati dall’autorità sanitaria a cui però i singoli possono portare naturale affidamento.

Conclude allora il Giudice delle leggi stabilendo che “la ragione che fonda il diritto all’indennizzo del singolo non risiede allora nel fatto che questi si sia sottoposto a un trattamento obbligatorio: riposa, piuttosto, sul necessario adempimento, che si impone alla collettività, di un dovere di solidarietà, laddove le conseguenze negative per l’integrità psico-fisica derivino da un trattamento sanitario (obbligatorio o raccomandato che sia) effettuato nell’interesse della collettività stessa, oltre che in quello individuale.

Il diritto al risarcimento per vaccino Covid

Dunque Codacons ha effettivamente avviato la prima procedura di risarcimento presentando una richiesta formale di indennizzo, ai sensi della 210/92. La legge riconosce risarcimento ai cittadini vittime di danni da vaccinazione. In caso di rifiuto a riconoscere il risarcimento previsto dalla normativa, sarà portata avanti una causa in tribunale contro il Ministero della Salute.

Lo Stato fino ad oggi ha fatto leva sulla libera scelta di vaccinarsi per chiunque, espressa da una adesione, un “consenso informato”. Per molti, è vero, questa libertà appare condizionata, per via del mancato riconoscimento di altri diritti e/o libertà. Ad ogni modo, tutto ciò non significa che le istituzioni non debbano avere responsabilità alcuna, anzi.

Chiunque subisse danni causati dalla somministrazione del vaccino ha diritto ad un indennizzo. Si auspica un imminente intervento del legislatore che vada nel senso dell’espresso riconoscimento di tale ristoro in favore di chi subisca danni consistenti. Danni derivanti da un vaccino non solo obbligatorio per legge, ma anche fortemente raccomandato dall’autorità sanitaria.

Il Codacons tiene a ricordare che tutti coloro che abbiano subito danni a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid possono ottenere informazioni e assistenza legale navigando su questa pagina.

Per saperne di più sull’argomento, leggi anche Approvata la terza dose dei vaccini Covid-19.